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Archivi categoria: Cinema

Film preferito? Non potrei mai sceglierne uno solo

“Qual è il tuo film preferito?” Una domanda alla quale è davvero difficile rispondere. Se amate il cinema non potete che amare molti film, magari di generi diversi o legati a momenti diversi della vostra vita. Dire “Io e Annie”, pensa Carrie, sarebbe riduttivo per più di un motivo, e allora vi invito a leggere il simpatico blog di questa ragazza dell’Iowa che sogna la grande città.

Girl Of The Corn

What is your favorite movie? I have been asked this numerous times lately. And while it shouldn’t be too hard to answer, it always is.

Do I give the snobbish reply of “Annie Hall” ? It is one of my faves of all time, but not one that I watch every day. There is a likelihood that the other person hasn’t seen it, and I can say with an air, “It’s my favorite Woody Allen,” like I watch his films all the time.

Or do I say one of the classics of my childhood that bring thoughts of the past? Some are obvious, such as the Disney classic “Cinderella.” But others might make people wonder. “Warriors” is one. My siblings and I watched it a lot. A NYC gang trying to survive the night as rival gangs try to beat the living crap out of them. It’s full of violence…

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Pubblicato da su 27 agosto 2012 in Cinema

 

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Guillermo Del Toro produrrà il film animato ‘Day of the Dead’

Il progetto non è un remake degli zombie di George Romero, ma un film CG-animated diretto da Jorge R.Gutierrez, già autore di El Tigre: The Adventures of Manny Rivera. In realtà Day of the Dead, che Guillermo del Toro produrrà con la Reel FX, avrà come ambientazione la festa messicana del giorno dei morti e ci presenterà una moderna storia d’amore sulla falsariga di quella tra Romeo e Giulietta. Per vederlo al cinema dovremo aspettare l’autunno del 2014!

—> Guillermo del Toro to Produce CG-Animated ‘Day of the Dead’ With Reel FX

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2012 in Cartoons, Cinema

 

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Final Destination 5 – Steven Quale rilancia la saga con un film abbastanza riuscito

Dopo il successo, più di pubblico che di critica, del primo episodio in 3d, l’accoglienza per il nuovo film della saga di Final Destination appare abbastanza positiva, grazie a un ritorno allo spirito e all’ironia dei primi capitoli. Approfondimenti consigliati:

hollywood.com review da hollywood.com

Final Destination 5: A Closer Look At Death’s Design da moviesblog.mtv.com

Movie Review: Final Destination 5 Kills Again da nymag.com

 
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Pubblicato da su 13 agosto 2011 in Cinema

 

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La New Hollywood di BBS Productions, da ‘Easy Rider’ a ‘Cinque pezzi facili’

La crisi che aveva colpito gli Studios e le loro grandi produzioni all’inizio degli anni ’60, la più drammatica della storia, con il crollo degli spettatori che ormai si erano spostati in massa sulla televisione, costituì un duro colpo per il cinema. Ma la settima arte aveva ancora tanto da offrire e ben presto venne travolta da una vera e propria rivoluzione creativa. Nasceva la New Hollywood, con i suoi produttori indipendenti, con un nuovo modo di fare cinema e un nuovo ruolo per i registi, che finalmente poterono sentirsi autori. La BBS Productions, fondata da Bob Rafelson e Bert Schneider, cui si aggiunse la ‘S’ di Steve Blauner, è stata una delle principali artefici di quel movimento, con una serie di film di culto, che hanno segnato un’epoca e portato al cinema quello che stava accadendo nella società, la controcultura, i movimenti giovanili, con realismo e passione artistica. Il cofanetto America Lost and Found – The BBS Story, disponibile in blu-ray o dvd , raccoglie 7 pellicole tra le più significative della New Hollywood e della BBS: Head (1968) l’esordio alla regia di Bob Rafelson, con la musica dei Monkeys e i messaggi pacifisti; Easy Rider (1969), il road movie ribelle di Dennis Hopper e Peter Fonda, che se ne vanno in giro per l’America a bordo dei loro chopper; Cinque pezzi facili (1970), anche questo di Bob Rafelson, è il film che ha fatto scoprire tutte le potenzialità di Jack Nicholson; Yellow 33 (1971), questa volta con Jack Nicholson al suo esordio da regista; Un posto tranquillo (1971), con Orson Welles che fa da figura paterna alla bella Tuesday Weld; L’ultimo spettacolo (1971), il capolavoro in bianco e nero di Peter Bogdanovich; Il Re dei giardini di Marvin (1972), ancora di Bob Rafelson e con Jack Nicholson, un film complesso, maturo, teso nei contrasti e nelle dinamiche familiari. ***Per informazioni sul box set, disponibile negli USA, vi segnalo il sito di Criterion Collection, oltre a onlygoodmovies e blogdanovich, il blog curato dal regista di The Last Picture Show.

 
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Pubblicato da su 28 novembre 2010 in Cinema

 

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Winter’s Bone, un gelido inverno

Occuparsi da sola della fattoria di famiglia e prendersi cura di due fratellini più piccoli e di una madre depressa e indifferente al resto del mondo, impegni abbastanza gravosi per una ragazza di 17 anni, ma Ree Dolly non è tipo da perdersi d’animo. Nemmeno quando scopre che suo padre, dedito allo spaccio di droga, ha impegnato la casa per pagarsi la cauzione e poi svanire nel nulla. A quel punto Ree, per non perdere tutto quello che le rimane, deve assolutamente trovarlo e convincerlo a presentarsi in Tribunale. Si mette così sulle sue tracce nel mezzo del gelido inverno nella regione dell’altopiano di Ozark, tra boschi selvaggi e una comunità ostile. Winter’s Bone, il film di Debra Granik tratto dal romanzo Un gelido inverno di Daniel Woodrell, ha vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2010 e, anche se manca ancora una data ufficiale, dovrebbe uscire presto anche qui da noi (wintersbonemovie.com e profilo facebook). E’ un film che racconta una storia drammatica, con elementi thriller, immersa in uno scenario visivo cupo e desolato che la trasforma in una fiaba nera, nel Missouri gelido e rurale, nel cuore di un’America dimenticata, triste, inospitale, un territorio di confine, dove le persone, come la natura, sembrano seguire un corso tutto loro. Ottima la prova dell’attrice protagonista Jennifer Lawrence, che avevamo già visto in The Burning Plain, il film di Guillermo Arriaga che le era valso il Premio Mastroianni al Festival di Venezia, e che grazie al ruolo di Ree potrebbe ottenere anche una meritata candidatura all’Oscar. ***Linkaland vi consiglia: imdb (trailer), indiewire, giovanecinefilo e osservatoriesterni.

 
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Pubblicato da su 18 novembre 2010 in Cinema

 

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“Nowhere Boy”, John Lennon teenager ribelle

Ad oltre un anno di distanza dalla sua presentazione al London Film Festival, arriva anche in Italia, il prossimo 3 dicembre, Nowhere Boy (sito ufficiale), il film d’esordio della fotografa e regista inglese Sam Taylor-Wood. La trama ci porta nella vita del quindicenne John Lennon, che vive con la zia autoritaria e conformista che lo ha cresciuto, proprio quando scopre che sua madre Julia è ancora viva e abita nello stesso quartiere nei sobborghi di Liverpool. Da quel momento John viene conteso tra le due donne, la severa zia e la madre eccentrica, che alimenta il suo spirito ribelle e fa crescere la sua passione per la musica. Impara a suonare il banjo e ascolta Elvis, il rock’n’roll diventa la via di fuga da un’adolescenza piena di domande senza risposta. C’è poi l’incontro con Paul McCartney, l’esperienza dei Quarryman, la loro prima rock band, e c’è la Liverpool della seconda metà degli anni cinquanta, dipinta con toni malinconici ed evocativi. La buona interpretazione di Aaron Johnson ci mostra tutti i tormenti del giovane Lennon, mentre il film ci racconta la genesi dei Beatles, senza che questo nome venga mai pronunciato, accompagnandola con una colonna sonora che è una bella selezione della musica che c’era prima di loro. Ma Nowhere Boy, tratto dal libro di Julia Baird, sorellastra di John Lennon, è soprattutto un film sulla vita di un ragazzo che riesce a lasciarsi alle spalle i conflitti di una famiglia problematica e ad inseguire un sogno. ***Linkaland vi consiglia: guardian.co.uk, ondacinema e i blog silviasettevendemiefilmbabble.

 
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Pubblicato da su 14 novembre 2010 in Cinema

 

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“Boy”, i sogni di un ragazzo e l’estate neozelandese

Waihau Bay, nei suggestivi scenari della costa orientale della Nuova Zelanda. Estate del 1984. Boy è un allegro ragazzino di 11 anni che vive in un piccolo villaggio con la nonna e il frattelino Rocky e che più di ogni altra cosa ama viaggiare con la fantasia. Ci sono due grandi eroi nella sua vita e uno di questi è Michael Jackson, l’idolo del quale riesce perfino ad imitare i passi di danza, in alcune scene deliziose che citano il video di Thriller. L’altro mito di Boy è suo padre Alamein, un eroe distante, impegnato in mirabolanti imprese, come può esserlo soltanto nella fervida immaginazione di un bambino. Quando Alamein, un furfantello, ritorna a casa dal carcere, la presa di coscienza della realtà costituisce per il piccolo Boy uno dei momenti fondamentali della sua formazione e della sua crescita. Boy, il nuovo film del promettente Taika Waititi, è una commedia arricchita da momenti di pura poesia, che riesce a divertire, seppure con una vena malinconica e un sottotesto drammatico. Dopo l’ottima accoglienza al Sundance e il grande successo in patria, Boy ha smesso di volare con la fantasia, ma partendo da quella Nuova Zelanda povera e rurale degli anni ’80 sta lentamente facendo il giro del mondo. ***Linkaland vi consiglia: contactcinema, mymovies, tangatawhenua e artandculturemaven.

 
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Pubblicato da su 11 novembre 2010 in Cinema

 

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