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“Sussidiario illustrato della giovinezza” ripubblicato dai Baustelle

16 Nov

Il nome Baustelle fu scelto dal gruppo formato dai quattro studenti senesi sfogliando un dizionario italo-tedesco e il termine, che significa “cantiere”, esprime bene una certa sensazione di “lavori in corso” del loro primo disco, quel Sussidiario illustrato della giovinezza, quasi un concept album, autoprodotto con la collaborazione di Amerigo Verardi, che ripercorreva e ricostruiva con originalità 40 anni di musica pop. Il Sussidiario, pubblicato nel 2000, metteva insieme la musica elettronica e la new wave, Franco Battiato e i Bluvertigo, la musica leggera italiana, le colonne sonore degli anni ’70 e la chanson d’autore francese, con più di un richiamo ad artisti come Serge Gainsbourg. Il disco ottenne importanti riconoscimenti della critica e apprezzamenti il consenso del pubblico underground che si era avvicinato ai Baustelle, apprezzandone quel gusto per il vintage nei testi e nelle musiche e un certo fascino naïf, esaltato dalle registrazioni di studio lo-fi. Le voci eleganti di Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi si alternano in un susseguirsi di emozioni, echi nostaglici e inflessioni sensuali, come nel brano Noi bambine non abbiamo scelta. Ci sono poi i turbolenti ricordi estivi de Le vacanze dell’ottantatre, le morbide melodie di Io e te nell’appartamento, il gusto malinconico e retrò de Il Musichiere 999, e tutti gli altri memorabili brani di un album insolito e accattivante, che oggi la Warner ripubblica a dieci anni di distanza dalla prima edizione, con un’efficace rimasterizzazione che, pur preservando il suono originale, consentirà di riscoprire le canzoni in una veste nuova. Per informazioni sul nuovo Sussidiario, sul prestigioso Cofanetto Illustrato della Giovinezza e sul prossimo Tour del Sussidiario Linkaland vi consiglia di consultare: warnermusic, baustelle.it, soundsblog e italianembassy.

 
3 commenti

Pubblicato da su 16 novembre 2010 in Musica

 

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3 risposte a ““Sussidiario illustrato della giovinezza” ripubblicato dai Baustelle

  1. alianorah

    17 novembre 2010 at 8:12 pm

    Come mai i termini tedeschi se hanno suoni duri indicano cose tenere (“miele” si dice “honig” ad esempio) mentre poi parole come baustelle vogliono dire “cantiere”?

     
    • Major Tom

      17 novembre 2010 at 8:40 pm

      Ich denke, es ist schwierig, Ihre Frage zu beantworten…

       

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